AROMATICHE

SALVIA
SALVIA OFFICINALIS LATIFOLIA (FOGLIA LARGA)

Caratteristiche specie

 Il genere Salvia appartiene alla famiglia delle Lamiaceae di cui fanno parte circa 900 specie di annuali, biennali, erbacee perenni e sempreverdi, usate sia per scopi terapeutici che alimentari o semplicemente ornamentali. 
E' originaria dell'Europa Meridionale, ed è presente in tutte le regioni italiane, coltivata o a volte inselvatichita. 

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PARTICOLARITÀ

PIANTA: La Salvia (Salvia Officinalis) è un arbusto sempreverde, aromatico, appartenente alla famiglia delle Labiate con foglie ovali lanceolate e fiori molto decorativi di un bel azzurro-violaceo, che può raggiungere anche un metro di altezza: dapprima verde e ricoperto da lanugine, il fusto diviene legnoso a partire dal secondo anno di coltivazione.

FIORE: I fiori sono per lo più riuniti nella parte terminale dello stelo (spicastri). Il colore, nella Salvia Officinalis è violetto. Sono ermafroditi (vale a dire che nello stesso fiore coesistono sia gli organi riproduttivi femminili che quelli maschili) e vengono impollinati dagli insetti. Fiorisce a partire dalla primavera.

FOGLIA:  Ha foglie spesse e oblunghe, più larghe della varietà lavandulifolia, profumo molto intenso, di bel colore grigio-verde argentato con i bordi dentellati e con la pagina superiore vellutata mentre quella inferiore è più ruvida e con nervature evidenti. Da usare fresche o secche, le foglie si raccolgono durante tutto l'anno, ma le migliori sono quelle raccolte in primavera, prima della fioritura.
Una particolarità è che sono ricche di oli essenziali che le conferiscono il caratteristico aroma.

FRUTTO: I suoi frutti si formano alla base dei fiori e contengono i minuscoli semi ovoidali di colore marrone scuro.
 
RACCOLTA: Da usare fresche o secche, le foglie si raccolgono durante tutto l'anno, ma le migliori sono quelle raccolte in primavera, prima della fioritura.

USO:  E' usata, insieme al Rosmarino, per insaporire gli arrosti e aromatizzare particolari tagli di carne, quali nodini o scaloppine. E’ molto apprezzata dai cuochi perché aggiunge sapore a molte pietanze anche se deve essere usata a piccole dosi per non sovrastare il sapore dei cibi. In cucina è un aromatizzante per selvaggina, zuppe, verdure, formaggi, olio, burro, aceto; è noto che dia digeribilità alle carni grasse ed è usata inoltre per farcire polli e tacchini, per le cipolle, frittate, pane, focacce. Le foglie di Salvia passate nella pastella e fritte sono una delizia.
Infine, come non menzionare il suo accostamento al burro fuso per condire le paste fresche ripiene e non (tortellini, ravioli, gnocchetti, ecc..).
Usata nella pasta dei formaggi o delle salsiccie, la Salvia tritata insieme alla cipolla viene impiegata anche nella preparazione di ripieni per il maiale ed il pollo.

INFO GENERALI

CLIMA: E' una pianta rustica, facile da coltivare, che predilige habitat soleggiati e caldi. Infatti è sia termofila che eliofila, cioè ama il caldo ed il sole. In genere si sviluppa sino ai 900 m. di altitudine, in quanto non tollera i climi troppo freddi. Se coltivata in casa, si consiglia una posizione soleggiata, con una buona circolazione d'aria. 

TERRENO: Preferisce i terreni neutri o leggermente calcarei e sabbiosi, molto permeabili, per favorire un buon drenaggio e una buona circolazione dell'aria. Evitare terreni acidi e pesanti. 

IRRIGAZIONE: Annaffiare con moderazione, lasciando asciugare bene il terreno tra una irrigazione e l'altra, in quanto i ristagni d'acqua nel terreno sono la principale causa di morte. 

CONCIMAZIONE: Si usa un concime liquido, opportunamente diluito nell'acqua d'irrigazione, ogni quindici giorni, a partire dalla primavera e per tutta l'estate. E' preferibile, per l'utilizzo alimentare delle foglie, un concime ricco di Azoto (N) che favorisce il loro sviluppo. 

POTATURA: La Salvia fiorisce dalla primavera e per tutta l'estate.  Al termine della fioritura è bene potarla per stimolarne la ricrescita. 

PROPAGAZIONE:  La moltiplicazione avviene per seme (che maturano da agosto a settembre), oppure per talea. Nel scegliere la tecnica da adottare occorre tener presente che la semina ha per svantaggio, la variabilità generica e quindi non è certo che si  avranno delle piante uguali alla pianta madre.
Quindi è preferibile la moltiplicazione per talea, in primavera. Si preleva la talea lunga circa 8-10 cm. da piante di 2-3 anni di età all'inizio della primavera o dell'estate. 

MALATTIE E PARASSITI: E' una pianta soggetta a marciume pedale e radicale, alle chiocciole e alle limacce, che attaccano la vegetazione nuova e i rizomi carnosi; alla presenza di afidi, ragnetti rossi, mosca bianca. Dato l'uso alimentare della pianta, si sconsigliano i trattamenti chimici. 

NOTA: Le foglie vengono raccolte ben sviluppate da Aprile a Luglio. Si possono essicare in luogo ventilato e ombroso e conservare in sacchetti di tela o di carta. Le migliori sono quelle delle cime e non devono essere lavate ma strofinate con un panno umido. In cucina le foglie della Salvia si usano da sole, non mescolate con altre spezie, perchè hanno un aroma molto intenso.
Si mescolano con la cipolla per farcire il pollame, con i formaggi oppure in pastella e poi fritta; per aromatizzare minestre e verdure. Si utilizzano anche i fiori (raccolti da Maggio a Agosto) nei risotti, nelle insalate o semplicemente nelle decorazioni dei piatti.  
In medicina, è un tonico generale, antisettico, antispasmodico, antisudorifero, diuretico; l' infuso è consigliato in caso d'asma, infezioni alla bocca, della gola e delle vie respiratorie, influenza, raffreddore, eczemi, dermatiti. Le foglie masticate rinforzano  le gengive e puliscono i denti. 
In casa le foglie secche nella biancheria sono usate come insettifugo. Mentre se bruciate eliminano odori di cucina e di animali e disinfettano l'ambiente. 

CURIOSITA' : Il nome Salvia deriva dal latino "salvus = sano,salvo" o "salus = salute" , per le virtù terapeutiche della pianta note fin dall'antichità. Questa pianta era conosciuta già ai tempi degli Egizi ed era considerata un'erba capace di guarire ogni male. La Scuola Medica di Salerno, una delle più famose del Medioevo, aveva dato a questa pianta il nome di Salvia salvatrix ("Salvia che salva"). 
Una antica leggenda cristiana racconta che i suoi fiori erano stati il giaciglio di Gesù Bambino nelle soste della Sacra Famiglia durante la sua fuga in Egitto.